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MAGISTER MEAE VITAE
Ed il tempo intanto crea eroi
mentre il sole brucia ancora per i cazzi suoi
e la terra grassa e ricca frutta gelosie
e la scuola insegna poesie.
Ci si gioca il tempo dentro i bar
e si prega un Dio digerendo i guai
tutto ciò è la vita amico e tu lottando vai
messaggero dei problemi tuoi.
Con le mani sporche di allegria
i bambini giocano coi sassi della via
ed i vecchi invecchiano davanti alla tivù
con la pipa ed uno scommettiamo in più.
Ed avanti ancora tra la nebbia e la follia
ed in tasca la democrazia
e alla gente povera rimanga l'onestà
a vantaggio di chi non ce l'ha
che comunque può comprarsela.
Ma restare pure calmi lì seduti al bar
con il vostro Dio, ed i vostri "piccoli guai"
No! non è successo niente la vostra casa è là
e nessuno ve la toccherà.
[V.R.]

Musica, madre mia!
Quando mi mettesti al mondo,
il mio primo vagito fu un LA
ti ricordi?
Un LA naturale.
Le altre note me le hai insegnate dopo.
E le ho imparate con fatica con rabbia;
camminando a piccoli passi
su quel sentiero irto di difficoltà,
quel sentiero di ebano e avario.
Un passo bianco e un passo nero,
uno bianco e uno nero.
A tempo; con ritmo preciso, preciso.
E li ho incontrati tutti su quel sentiero, sai?
Pozzoli, Hanon, Clementi,
Czerny, Chopin, Bach,
Beethoven, Liszt.
Madre mia, ti degnano appena appena di uno sguardo.
Che severità.
Più alla mano gli altri.
Oggi questo sentiero è splendido, luminoso.
Ci passeggio,
ci respiro,
ci canto,
ci suono,
e lo percorro su e giù con sicurezza,
con gioia immensa.
E non guardo più nemmeno dove metto il piede,
tanto lo conosco.
Si, ora lo conosco, è mio!
Ma che fatica madre mia,
sorella mia,
amante mia.
Tu sei la lingua più bella del mondo,
la lingua che non si parla,
eppure comprensibile a tutti,
proprio tutti.
E’ la lingua che parlano gli angeli in Paradiso,
perciò ti amo.
E ti prego:
quando sarà giunto il momento,
di a quella signora di non cercarmi.
L’appuntamento è lì,
su quel sentiero bianco e nero di ebano e avorio.
Io sarò li puntuale e sereno.
E ritornerò nel tuo grembo così come sono venuto.
Te ne accorgerai,
perché sentirai la mia ultima nota,
uguale e identica alla prima che mi insegnasti,
ti ricordi?
Era un “LA”, un “LA” naturale!
(Renato Carosone)

Negli Angoli di casa cerchi il mondo,
Nei libri e nei poeti cerchi te.
[F.G.]
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15 aprile 2011
Vik
L'assolo del Silenzio irrompe nella notte. Il frastuono delle bombe non temi. Il fragore è ovattato, lontano.
L'assolo del Silenzio squilla all'alba di solitudine sola. Un battito perso nel cuore della lotta di un mondo intero.
L'assolo del Silenzio lungo il giorno è assordante.
L'attrito della lacrima sulla gota
a rammentare: è l'imperativo
restare umani.
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 15/4/2011 alle 23:29 | |
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17 marzo 2011
Bisogna Sognare!!!
«Tutti parlano attualmente dell’importanza dell’unificazione, della
necessità di “raccogliere e di organizzare”, ma nella maggior parte dei
casi non si sa ancora chiaramente da che cosa cominciare e come
raggiungere l’unificazione... È dunque assolutamente necessario
estendere innanzi tutto questo campo d’azione, creare un legame
effettivo fra le città per un lavoro metodico comune, perché la
frammentarietà comprime le capacità degli uomini, i quali, “chiusi nel
loro buco”, ignorano ciò che avviene nel mondo, non sanno come
istruirsi, come acquistare l’esperienza necessaria e come soddisfare il
loro bisogno di una vasta attività... Oggi, nella maggior parte dei
casi, le nostre forze si fanno sterminare su un ristretto campo di
operazioni, cioè nel lavoro locale... E se noi riuscissimo ad ottenere
che tutti o la maggior parte dei comitati, gruppi e circoli locali si
unissero attivamente nell’opera comune... Intorno a quest’opera ancora
semplice e minuta, ma regolare e veramente collettiva, si recluterebbe
sistematicamente e addestrerebbe un esercito permanente di combattenti
provati. Ecco che cosa bisogna sognare!
“Se l’uomo fosse
completamente sprovvisto della facoltà di sognare in tal maniera, se non
sapesse ogni tanto andare oltre il presente e contemplare con
l’immaginazione il quadro compiuto dell’opera che è abbozzata dalle sue
mani, quale impulso, mi domando, l’indurrebbe a cominciare e a condurre a
termine grandi e faticosi lavori nell’arte, nella scienza e nella vita
pratica? Il contrasto tra il sogno e la realtà non è affatto dannoso se
chi sogna crede sul serio al suo sogno, se osserva attentamente la
realtà, se confronta le sue osservazioni con le sue fantasticherie, se,
in una parola, lavora coscienziosamente per attuare il suo sogno. Quando
vi è un contatto tra il sogno e la vita, tutto va per il meglio”.
Di sogni di questo genere ve ne sono disgraziatamente troppo pochi nel nostro movimento...»
[Lenin - Che fare?]
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 17/3/2011 alle 20:2 | |
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4 febbraio 2011
L'Eccellenza.
Guardare nei tuoi occhi, profondi e oscuri, e osservare in essi un Futuro. Passare giornate intere a fissarli, nella memoria di quel tuo sguardo. Processare il Tempo, nell'attesa di un compimento. All'Eccellenza. Che non sia la serie minore, ma il senso letterale a pervadermi.
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 4/2/2011 alle 23:58 | |
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20 novembre 2010
L'ultima cena
Ingurgito gli Ossi di Seppia, per cena. Non di solo pane vive l'uomo, ma della parola del Maestro.
Ma la fame non dà tregua, l'immateriale non sazia il materiale. Coltivo cultura, coltura che non si coglie. E il frutto del mio seno, di mente sana in corpore insano, sarà svezzato.
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 20/11/2010 alle 19:36 | |
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3 novembre 2010
Seduto all'ombra delle mie mani.
Osservo. Muto. La tua bellezza è lì, rigida, lontana. Muto. Osservo. Griderei per te ciò che ho dentro.
Ma all'ombra delle mie mani danza il verbo inespresso.
[All'ombra della mia mano - D'AR]
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18 ottobre 2010
Di Notte pensai
Mi chiesero di uscire. Ma la notte era fonda, il cielo nero. Le tenebre avevano già avvolto ogni cosa, ogni minuscolo spigolo di una città ormai doma.
Uscii.
Ovunque andassi non avevo da fare altro che pensare.
Pensai.
Di Notte
Pensai
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 18/10/2010 alle 23:29 | |
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2 maggio 2010
Utopìa
 Ti amai, non seppi né come, né quando. Ti
amo, perché per raggiungerti la lotta è dura; ma amare la
lotta è pur necessario. Ti amerò, cara Utopìa, quando ti
avrò raggiunta e nel difenderti si compirà il fine stesso della
mia vita.
[Utopìa - D'AR]
Utopìa
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 2/5/2010 alle 11:31 | |
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19 aprile 2010
Nuda Musica
Ma cadde la Petra nello stagno della mia mente. Come Musica le onde concentriche scaturivano rapendo il ritmo di un cuore a percussione incerta. Come un djembè accompagna un'arpa, distonico, ma melodicamente curioso al contempo, cerco te ad accompagnare il mio cardio-cronotropismo.
[D'AR]
[Musica - G. Klimt]
Musica
klimt
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 19/4/2010 alle 12:32 | |
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2 aprile 2010
...di male, in... Poggio.
Ai piedi di un gigante dormiente, nel ventre di una vacca magra, in perenne veglia, il paese, assente, si china come un giunco a novanta. Un numero di paura. Paura di lottare, di essere, di fare. Il gelo avvolge le menti, come all'alba le campagne. Neppure il sangue di Efesto, che scorre nelle vene di questa terra, può sciogliere dai ghiacci il Nero torpore di un popolo, fin troppo avvezzo ad esser servo, della Mala antica o del male scuro, nuovo ma in balìa dei Vénti. Nel fango eterno rimarrà, finché il gigante dorme insieme al sole alla destra del monte.
[D'AR]
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 2/4/2010 alle 0:4 | |
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4 marzo 2010
A' musica mia
A' musica mia è na corda ca' sbatte rint'e' vene, è na ricchezza pe cchi' o'ppane nun tene. A' musica mia è n'allucco 'nfaccia Dio, pe cchì more mmiezzo a na via. E' a' speranza ca tengo rint'e' mani, e' me scetà luttanno pure dimane. [D'AR]
lotta
musica
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 4/3/2010 alle 23:28 | |
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19 febbraio 2010
DI FEBBRAIO ROSSA AURORA
In un tripudio gaudente,
seppur al tramonto, è arrivata l’Aurora
a rischiarare l’uggia assordante.
Sarà più forte del vento che fischia
sibilando tra rosse bandiere.
Sarà più calda dell’autunno
perché la rossa primavera l’attende.
Trema, Terra trema,
ché di Josif ha
l’animo,
del Popolo l’ardore.
Tingi di porpora il cielo,
dolce Aurora,
e il canto di vittoria
al fin si leverà.
[D’AR]
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 19/2/2010 alle 17:45 | |
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26 gennaio 2010
Non Ho Bisogno di te.
Tanto lo so tra breve creperò se davvero tu esisti o dio o mio dio se fossi tu a tessere il tappeto stellato se questo tormento ogni giorno moltiplicato è per me un tuoesperimento indossa la toga curiale. La mia visita attendi sarò puntuale non tarderò ventiquattr'ore. Ascoltami altissimo inquisitore!
[Vladimir Majakovskij]
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 26/1/2010 alle 15:19 | |
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12 gennaio 2010
Domus infiniti mea
Sempre caro mi fu quest'ermo colle...
 ...e il naufragar m'è dolce in questo mare.
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23 dicembre 2009
I'm dreamin' of a red Xmas
Di un Natale Metropolitano
Un
vischio, fin dall'infanzia sospeso grappolo di fede e di
pruina sul tuo lavandino e sullo specchio ovale ch'ora adombrano i
tuoi ricci bergére fra santini e ritratti di ragazzi infilati un
po' alla svelta nella cornice, una caraffa vuota, bicchierini
di cenere e di bucce, le luci di Mayfair, poi a un crocicchio le
anime, le bottiglie che non seppero aprirsi, non più guerra né
pace, il tardo frullo di un piccione incapace di seguirti sui
gradini automatici che ti slittano in giù…[ Eugenio Montale]
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17 dicembre 2009
Piove
Piove. Parossistico pianto di un dio che muore prima ancora di nascere. Piove. Piove sulla porta di San Gennaro, sul Duomo, sui breviari del tempo d'Avvento, sulle Talari, sopra la Mitra e il Pastorale, piove.
Piove sui miei fogli, sui miei appunti, sui miei libri e sulla mia voglia, piove. Piove con il sole che illumina, ma non le menti, sul balcone. Piove la terra verso il cielo, nei miei sogni, piove.
Piove sui bambini e sui loro palloni,
sulle grida delle madri, sui soldi dei padroni. Piove sull'antifascismo militante, sulla bandiera rossa, piove. Sul Movimento statico e sullo Stato dinamico, piove.
Piove sulla Gerusalemme liberata, sulla Palestina occupata, sugli islamici di Nazareth e sui cristiani del Bosforo, piove. Sul popolo eletto e sugli elettori, piove.
Piove sui giornali e le TV. Su Zio Silvio piove sangue ed acqua, ma davanti all'agnello condotto al macello, non mi copro il volto. Piove sulle bombe e sulle piazze, sull'Anarchia e sulla Democrazia, piove.
Piove sul volto biondo, sulle parole dette, sull'assolo del silenzio, piove sulla Solitudine. Piove sull'Amore e sulle Idee, sul tempo e sugli eroi, piove, perché c'è Vita per cambiare.
[D'AR]
piove
| inviato da EdIlTempoCreaEroi il 17/12/2009 alle 11:48 | |
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